Dal lavoro quotidiano
Per me, lavorare nel settore delle cure significa non soltanto aiutare le altre persone, ma anche conoscere la loro storia e accompagnarle nel loro percorso.
Da quanto tempo lavori complessivamente nel settore delle cure e da quanto nella tua organizzazione attuale?
Questo è il mio sesto anno nel settore delle cure, sempre nello stesso istituto
Quali funzioni svolgi?
Ho svolto i tre anni di formazione AFC per diventare operatrice sociosanitaria, dopodiché ho iniziato subito gli studi per diventare infermiera.
Perché hai scelto questa professione?
Già da più piccola mi interessava ampliare le conoscenze sulle persone. È vero che ho deciso di intraprendere questa professione all’ultimo minuto, ma l’ho fatto con assoluta convinzione. Per me, lavorare nel settore delle cure significa non soltanto aiutare le altre persone, ma anche conoscere la loro storia e accompagnarle nel loro percorso. Ciò che mi ha indotto a scegliere questa professione sono la possibilità di relazionarmi quotidianamente e attivamente con gli altri, vivere giornate sempre diverse e ricevere gratitudine ogni giorno.
Un altro motivo è stata l’opportunità di intraprendere una professione sia tecnicamente impegnativa che di grande valore umano.
Quale formazione stai seguendo attualmente?
Attualmente sono all’ultimo semestre dei tre anni di studi per diventare infermiera diplomata SSS.
Cosa ti ha spinto a iniziare questa formazione?
Già durante la formazione per diventare operatrice sociosanitaria avevo avuto modo di assumermi qualche prima responsabilità. Dopodiché, per interesse personale e per passione verso questa professione, ho voluto approfondire le mie competenze e conoscenze per potermi assumere più responsabilità nel lavoro di tutti i giorni e per acquisire maggiori nozioni. Al di là delle responsabilità, volevo capire anche come poter concorrere a plasmare attivamente il settore delle cure.
Quali erano le tue preoccupazioni prima di iniziare?
Di dubbi ne avevo pochi, perché ero già convinta della formazione.
Le mie uniche preoccupazioni erano legate alla mia giovane età e alla mia breve esperienza lavorativa, soprattutto relativamente alla scarsa pratica nei vari ambiti.
Mi sono chiesta se sarei riuscita a gestire lavoro, scuola e vita privata. Tuttavia, queste preoccupazioni non mi hanno fermato, e non si sono rivelate neanche fondate nella formazione.
Come mai hai scelto questo corso di formazione?
Ho avuto la fortuna di aver ricevuto una richiesta da parte del mio istituto, che mi ha messo a disposizione un posto per la formazione. Un altro punto decisivo è stata la scuola GSBS a Olten: il mio interesse si è rafforzato grazie alla presentazione del corso di studi e al fatto che la scuola mi fosse stata consigliata dagli insegnanti.
Cosa ti aspetti da questa formazione?
Più conoscenze, più sicurezza e responsabilità nel lavoro di tutti i giorni e maggiori nozioni di base nella mia professione.
Come riesci a conciliare lavoro e studio?
Dato che il programma di studi è organizzato in blocchi, ho la possibilità di concentrarmi alternativamente sulla pratica o sulla scuola. Questo mi aiuta sia nell’apprendimento della teoria che nell’affrontare attivamente le situazioni nella pratica.
È richiesta però anche autodisciplina. Ad ogni modo, con una buona ripartizione della giornata, rimane anche abbastanza tempo per svolgere altre attività.
Per me, la cosa più importante era sviluppare una routine e definire chiaramente le priorità.
Ho imparato a distribuire le mie energie con più consapevolezza.
Quali sono gli aspetti più arricchenti della formazione?
Nell’ambito scolastico e pratico, questi aspetti si presentano in modo diverso. A scuola è molto importante confrontarsi attivamente con le situazioni in classe, così da poter conoscere punti di vista e persone differenti.
Nella pratica ho trovato molto bello vedere quali nuove competenze si acquisiscono. E una volta che impariamo a riconoscere le competenze in autonomia, le azioni assumono più senso. Anno dopo anno, la comprensione per le situazioni e la gestione dei pazienti diventano più profonde e complesse. Anche riflettere sul mio comportamento è stato importante, per me. Durante la formazione ho imparato a esaminare il mio operato con maggiore consapevolezza e a crescere sia a livello professionale che personale.
C’è stato un momento che ti ha particolarmente toccato?
È molto difficile scegliere un momento in particolare. Di momenti e situazioni che hanno lasciato il segno ce ne sono stati tantissimi. Quando si lavora con le persone e le si accompagna nelle fasi della loro vita, secondo me quasi tutti gli incontri ti lasciano qualcosa, sia in positivo che in negativo. Le situazioni per me particolarmente significative sono state quelle in cui ho potuto sostenere i miei pazienti nell’ultima fase della vita o nel percorso di riabilitazione.
Quando ho affiancato un caso concreto nelle cure palliative durante la formazione, mi sono resa conto per la prima volta di quanta responsabilità e anche di quanta fiducia ho ricevuto dal paziente, dai familiari, dal medico che lo seguiva e dal team di cura. La fiducia e la gratitudine dimostratemi in quel periodo mi hanno insegnato quanto la cura professionale, la sicurezza tecnica e un rapporto di fiducia siano importanti in situazioni emotivamente difficili.
Questa esperienza non ha fatto altro che rafforzare ulteriormente la mia convinzione, il motivo per cui ho scelto questa professione.
Hai incontrato qualche difficoltà? Se sì, come le hai superate?
Credo che ogni persona che frequenti o abbia frequentato una scuola specializzata superiore sia consapevole di quanta attenzione cognitiva e autodisciplina siano necessarie. All’inizio gli studi sono stati difficili, non tanto per i contenuti, quanto per il dovermi abituare ai blocchi più lunghi. Un miglior equilibrio nella mia vita privata, il confronto con le persone a me vicine e l’interesse verso il percorso di studi mi hanno permesso di gestire meglio il tutto. Per me è stato importante non perdere di vista l’obiettivo.
In che modo la formazione ha cambiato il tuo modo di lavorare o la tua visione della professione?
La formazione ha notevolmente cambiato la mia visione della professione infermieristica. Oggi capisco molto meglio perché vengano prese determinate decisioni e comprendo quanto siano effettivamente complesse le relazioni tra cura, medicina, organizzazione, etica e diritto. Nel mio lavoro di tutti i giorni, queste conoscenze mi permettono di agire con maggiore consapevolezza, criterio e comprensione. Distinguo più nitidamente le situazioni e riesco a motivare le considerazioni tecniche con più chiarezza. Allo stesso tempo è cambiata la mia comprensione della responsabilità. Oggi vengo coinvolta di più nelle decisioni.
La formazione ha influito non solo sul mio lavoro, ma anche sulla mia crescita personale. L’interazione con le persone come individui e la sensibilizzazione rispetto a diversi temi sono aspetti che mi accompagnano tutti i giorni.
Pensi che questa formazione abbia dato più senso al tuo lavoro e ti permetta di trarre dalla tua professione una maggiore soddisfazione personale? In caso affermativo, in che modo in concreto?
Sì, la formazione mi ha permesso di comprendere meglio il mio lavoro e di organizzarlo con maggiore consapevolezza. Quel che ritengo particolarmente appagante è poter oggi stare al fianco dei miei pazienti in maniera ancora più individuale, perché riesco ad afferrare le situazioni più velocemente e a intervenire in modo più mirato. Ho acquisito consapevolezza anche nel gestire le relazioni interpersonali.
Mi risulta più facile affrontare le conversazioni, inquadrare le emozioni e sostenere professionalmente i familiari. Quel che mi dà più soddisfazione è vedere l’impatto del mio operato, sia sul piano professionale che umano.
Quali competenze hai acquisito o rafforzato?
- Maggiore competenza nella valutazione clinica
- Comunicazione e gestione dei rapporti interpersonali
- Assunzione di responsabilità e lavoro di squadra
- Lavoro basato sull’evidenza e capacità di riflettere sulle mie azioni
- Organizzazione e capacità di stabilire priorità
- Potenziamento in ambito di politica professionale
Quali progetti o desideri hai per il futuro?
Vorrei andare avanti nella mia mansione di infermiera e impegnarmi nei diversi ambiti in cui le relazioni, la comunicazione e le situazioni complesse assumono un ruolo di primo piano. Con le mie conoscenze e la mia passione per questa professione, spero di riuscire a suscitare l’interesse di altre persone. Così posso dimostrare quanto la professione infermieristica, con tutte le sue funzioni, sia importante e gratificante.
Per cure di qualità servono più persone in tutti i settori.
Prevedi di svolgere un’altra formazione continua / formazione?
Intendo andare verso la formazione professionale con lo scopo di affiancare apprendisti e studenti nel loro processo di apprendimento e nella loro crescita personale. Mi vedrei bene anche a seguire una formazione continua nel settore delle cure palliative o un perfezionamento professionale di approfondimento. Le porte per accedere alla formazione continua dopo il corso di studi per diventare infermiera diplomata sono tutte aperte. È interessante.
Nel settore delle cure non si smette mai di imparare, con o senza formazione continua.